Beni Strumentali – Nuova Sabatini

La Misura si propone di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo italiano.

Nello specifico, il bando è dedicato a MPMI con sede operativa in Italia ed iscritte al Registro delle Imprese.

L’ agevolazione consisterà in un finanziamento compreso tra € 20.000 ed € 2.000.000. Il finanziamento deve avere una durata massima di 5 anni dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Finalità

La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini“) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese.

La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali

 

Beneficiari

Imprese classificate di dimensione micro, piccola e media (MPMI).

Le imprese alla data di presentazione della domanda siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • Sede operativa in Italia (sono ammesse anche le società con sede legale all’estero purché l’impresa abbia una sede operativa in Italia). Le imprese estere, con sede in uno Stato Membro e che non hanno una sede operativa in Italia, possono presentare domanda di agevolazione. In tal caso, in sede di trasmissione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante l’avvenuta ultimazione dell’investimento, l’impresa estera dovrà altresì attestare l’avvenuta attivazione all’interno del territorio nazionale della sede operativa presso la quale ha realizzato l’investimento e la conseguente iscrizione al Registro delle Imprese di riferimento.
  • Regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle Imprese ovvero nel Registro delle imprese di pesca.
  • Nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali.
  • non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà, così come individuate, per i settori agricolo, forestale e zone rurali, al punto 14 dell’art. 2 del regolamento (UE) n.  702/2014, per il settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, al punto 5 dell’art. 3 del regolamento (UE) n. 1388/2014 e per i settori non ricompresi nei precedenti, al punto 18 dell’art. 2 del regolamento  (UE) 651/2014.

Sono ammessi tutti i settori produttivi compresi quelli della pesca e dell’agricoltura.

 

Interventi Ammissibili

Possono essere finanziati gli investimenti avviati successivamente alla data della domanda di accesso al contributo, fatti salvi gli investimenti relativi al settore agricolo che possono essere avviati solo successivamente al provvedimento di concessione degli aiuti.

Per avvio dell’investimento s’intende la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima.
L’acquisto di terreno e i lavori preparatori quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità non sono considerati come avvio dei lavori, in quanto non rientrano tra le spese finanziabili.
In caso di acquisizioni, per “avvio dei lavori” si intende il momento di acquisizione degli attivi direttamente collegati allo stabilimento acquisito.

Sono ammessi alle agevolazioni gli investimenti avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai benefici e conclusi entro dodici mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. A tale fine è presa in considerazione la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione in leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni.

L’investimento, e i relativi beni oggetto di agevolazione devono far riferimento a un’unica unità produttiva. Qualora l’impresa voglia acquisire beni riferiti a più sedi operative deve presentare, per ciascuna di esse, una distinta domanda di accesso alle agevolazioni.

Le imprese operanti nei settori agricolo, forestale e zone rurali possono accedere ai benefici per la realizzazione dei seguenti investimenti che devono perseguire gli obiettivi previsti agli articoli 14 e 17 del regolamento (UE) n. 702/2014:

  • materiali o immateriali nelle aziende;
  • nel settore della trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione di prodotti agricoli.

Le  imprese operanti nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura possono accedere ai benefici per la realizzazione dei seguenti investimenti che devono perseguire gli obiettivi previsti agli articoli 26, 28, 31, 41 e 42 del regolamento (UE) n. 1388/2014:

  • Volti a migliorare l’efficienza energetica e a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.
  • Volti alla realizzazione dei porti di pesca, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca.
  • Produttivi nel settore dell’acquacoltura.
  • Alla commercializzazione.
  • Nel settore della trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Per le imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e ittici imprese  l’ammissibilità ai benefici è subordinata al rispetto di eventuali restrizioni alle produzioni o limitazioni del sostegno comunitario previste nell’ambito delle specifiche organizzazioni comuni di mercato.

Per le imprese  operanti in settori non ricompresi tra quelli suindicati gli investimenti devono essere riconducibili a una delle seguenti tipologie di cui all’art. 17 del regolamento  (UE) 651/2014:

  1. a) Creazione di un nuovo stabilimento.
  2. b) Ampliamento di uno stabilimento esistente.
  3. c) Diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi.
  4. d) Trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.
  5. e) Acquisizione di attivi di uno stabilimento, se sono soddisfatte le seguenti condizioni.

Non sono altresì ammissibili singoli beni di importo inferiore a 516,46 (cinquecentosedici/46) euro, al netto dell’IVA.

In ogni caso, l’importo complessivo dell’investimento non può essere inferiore a 20.000 euro.

Per le operazioni di leasing finanziario il costo ammesso al finanziamento è quello fatturato dal fornitore dei beni all’intermediario finanziario.

 

Spese Ammissibili

Le spese ammissibili riguardano l’acquisto, o l’acquisizione in leasing, di  macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa e attrezzature  nuovi di fabbrica ad uso produttivo nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché di hardware, software e tecnologie digitali, classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile e destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale.

Nel settore dei trasporti le spese relative all’acquisto dei mezzi e delle attrezzature di trasporto sono ammissibili limitatamente alle imprese che esercitano attività diverse da quelle del trasporto merci su strada e del trasporto aereo.

I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% previsto dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016 (legge di bilancio 2017), sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e s.s.mm.ii. Alla luce delle novità introdotte dall’articolo 1, comma 32, legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018).

Con circolare n. 269210 del 3 agosto 2018 si è provveduto ad adeguare l’elenco dei beni immateriali (allegato 6/B) in relazione ai quali può essere riconosciuta la misura massima del contributo.

Nell’elenco aggiornato elenco aggiornato dei beni immateriali riconducibile al Piano Nazionale Industria 4.0 vengono inseriti anche quelli in grado di   permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche e i sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce.
Sono queste alcune delle novità contenute nell’elenco dei beni immateriali (allegato E allegato E) rientranti tra gli investimenti sul cui importo viene applicato, ai fini del calcolo del contributo, un tasso di interesse pari al 3,575%, aggiornato dal MISE.

Al fine di facilitare le imprese nell’accesso alla misura agevolativa, la circolare introduce, altresì, alcune semplificazioni in merito alla documentazione da allegare alle domande di agevolazioni e alle richieste di erogazione.
Alla luce delle novità introdotte dalla circolare 
del MISE, dal 16 agosto 2018, bisognerà utilizzare il nuovo modulo di domanda per l’accesso all’agevolazione per i beni strumentali Sabatini ter.
Sono, inoltre, specificati alcuni aspetti inerenti alle modalità di svolgimento dei controlli documentali  sulle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà rilasciate dalle imprese nell’ambito delle richieste di erogazione.

 

Contributo

 

  • Finanziamento, che può coprire fino al cento per cento degli investimenti ammissibili, di importo compreso tra 20.000 e 4 milioni di euro, concesso, fino al 31 dicembre 2019, dalle banche e dagli intermediari finanziari convenzionati.
  • Il finanziamento deve avere durata massima di 5 anni dalla data di stipula del contratto di finanziamento o di leasing, comprensiva del periodo di preammortamento o di prelocazione. Non sono pertanto ammessi i finanziamenti di durata superiore a 5 anni.
  • Contributo da parte del MISE, nel limite dello stanziamento annuale di bilancio previsto, che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari concessi dalle banche. Il contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso annuo del:

    _ 2,75% per gli investimenti ordinari;

    _ 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
  • Per le imprese che richiedono finanziamenti di modesta entità (fino a € 100.000) il Contributo MISE viene versato in un’unica soluzione e non in diverse quote come in casi ordinari

Apertura Bando

Domande aperte dal mese di Febbraio 2019.

Per tutti i dettagli e per ulteriori informazioni è possibile contattare il nostro professionista di riferimento in materia di finanza agevolata e consulenza aziendale Orazio Marciano.

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