Credito d’Imposta per Attività di Ricerca & Sviluppo

AI SENSI DEL COMMA 35 DELL’ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2014

Finalità

Il piano portato avanti dalle misure della Legge di Bilancio 2017 rientra nel progetto di Industria 4.0, con il quale il Governo punta all’innovazione dell’industria italiana e allo sviluppo tecnologico delle attività produttive.

Beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile applicato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo e l’estensione del credito è confermata sino al 2020.

 

Sono ammesse le seguenti attività:

  1. a) Lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  2. b) Ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permette un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti e sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale ad eccezione dei prototipi di cui alla lettera c);
  3. c) Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernente nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purchè non siano destinati ad uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale ed il suo costo è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione convalida;
  4. d) Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Sono, pertanto, escluse dal perimetro dell’agevolazione le modifiche non significative di prodotti e di processi (a titolo esemplificativo, le modifiche stagionali, le modifiche di design di un prodotto, la mera sostituzione di un bene strumentale, i miglioramenti, qualitativi o quantitativi derivanti dall’utilizzo di sistemi di produzione che sono molto simili a quelli già usati).

Sono agevolabili, invece, le modifiche di processo o di prodotto che apportano cambiamenti o miglioramenti significativi delle linee e/o delle tecniche di produzione o dei prodotti (quali, ad esempio, la sperimentazione di una nuova linea

produttiva, la modifica delle caratteristiche tecniche e funzionali di un prodotto).

Ai fini della determinazione del credito di imposta sono ammissibili i costi di competenza del  periodo di imposta di riferimento direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo quali:

a) Costi relativi al personale altamente qualificato in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero in possesso di una laurea in discipline di ambito tecnico scientifico che sia:

  1. Dipendente dell’impresa impiegato nelle attività di R&S;
  2. In rapporto di collaborazione con l’impresa, compresi gli esercenti di arti e professioni, a condizione che svolga la propria attività presso le strutture della medesima impresa;

b) Quote di ammortamento relative alle spese di acquisizione o utilizzo di strumenti e attrezzature di laboratorio in relazione alla misura ed al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo nei limiti dell’importo ottenibile applicando i coefficienti di ammortamento in vigore e con un costo unitario maggiore o uguale a € 2.000 (al netto dell’IVA);

c) Spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati e con altre imprese, diverse da quelle che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;

d) Competenze tecniche e privative industriali relative ad un’invenzione industriale o biotecnologica a una topografia di prodotto a semiconduttori a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne (NOTA : la presente voce comprende anche i costi relativi al personale non laureato appartenente sia alla categoria degli impiegati che degli operai).

Il credito di imposta spetta fino ad un massimo annuale di €. 5.000.000 per ciascun beneficiario riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per in vestimenti in attività di R&S effettuata in ciascun periodo di imposta ammonti ad almeno 30.000,00 ed ecceda la media dei medesimi investimenti effettuati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Ferme restando le condizioni appena descritte il credito di imposta spetta nella misura del 50% della spesa incrementale relativa ai costi di cui alle lettere a) e c) del paragrafo precedente e nella misura del 25% della spesa incrementale di cui alle lettere b) e d) del precedente paragrafo.

Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativo al periodo di imposta nel corso del quale i costi sono stati sostenuti.

Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

Per accedere al credito d’imposta è necessario individuare la media dei costi del triennio precedente a quello in corso per i medesimi investimenti e rendicontare le spese dell’esercizio di interesse; tali attività implicano l’uso di procedure e competenze specifiche che richiedono l’intervento di un professionista esperto.

I costi rendicontati dovranno essere certificati da un soggetto preposto, un revisore dei conti o una società di revisione; i costi relativi a tale attività sono rendicontabili nel limite di € 5.000 annui.

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