Credito d’imposta Settore Tecnologie per Spese di Formazione del Personale

Beneficiari

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di  soggetti non residenti, indipendentemente:

  • Dall’attività economica esercitata (comprese la pesca, l’acquacoltura e la  produzione primaria di prodotti agricoli)
  • Dalla natura giuridica
  • Dalle dimensioni
  • Dal regime contabile
  • Dalle modalità di  determinazione del reddito ai fini fiscali.

Gli enti non commerciali che esercitano attività commerciali possono accedere al credito d’imposta in relazione al personale dipendente impiegato anche non esclusivamente in tali attività.

Il credito d’imposta non si applica alle imprese in difficoltà, così come definite dall’art. 2 punto 18) del Reg. (UE) n. 651/2014.

Attività Formative Ammesse

Le attività di formazione agevolabili sono quelle finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale  dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie ritenute rilevanti per la realizzazione del processo  di trasformazione tecnologica e digitale.

In particolare, costituiscono attività ammissibili al le attività di  formazione concernenti le seguenti tecnologie:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Ulteriori tecnologie potranno essere individuate dal Ministero con successivi provvedimenti.

Per personale dipendente si intende il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato.
Per  il personale titolare di un contratto di apprendistato sono ammissibili le attività di formazione relative all’acquisizione delle competenze nelle tecnologie suindicate.

L’eventuale partecipazione alle attività di formazione anche di altri collaboratori non legati all’impresa credito d’imposta da contratti di lavoro subordinato o di apprendistato non pregiudica l’applicazione del credito d’imposta.

Le attività formative possono essere erogate da ente esterno o dai dipendenti dell’impresa.
Per ente esterno si intende soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la regione o provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa, a università, pubbliche o private o a strutture ad esse collegate, a soggetti accreditati presso i fondi inter-professionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001 e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37.

Condizioni di Ammissibilità delle Attività Formative

Le attività formative sono riconosciute ammissibili a condizione che il loro svolgimento sia espressamente disciplinato in contratti collettivi aziendali o territoriali.
Il decreto specifica che deve trattarsi di contratti “depositati, nel rispetto dell’art. 14 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 151, presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente e che, con apposita dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sia rilasciata a ciascun dipendente l’attestazione dell’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili, con indicazione dell’ambito o degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017 di applicazione delle conoscenze e delle competenze acquisite o consolidate dal dipendente in esito alle stesse attività formative.

Misura del Credito d’Imposta

L’incentivo è pari al:

  • nel caso di formazione erogata da ente esterno: 40% del costo aziendale relativo al personale dipendente che fruisce dei corsi, limitatamente al costo aziendale riferito rispettivamente alle ore o alle giornate di formazione. Per costo aziendale si intende la retribuzione al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, comprensiva dei ratei del trattamento di fine rapporto, delle mensilità aggiuntive, delle ferie e dei permessi, maturati in relazione alle ore o alle giornate di formazione svolte nel corso del periodo d’imposta agevolabile, nonché delle eventuali indennità di trasferta erogate al lavoratore in caso di attività formative svolte fuori sede.

 

  • nel caso di formazione erogata da dipendenti, anche le spese relative a queste persone sono ammesse all’incentivo nella stessa misura del 40%, a condizione che il dipendente sia “ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017” e che “partecipi in veste di docente o tutor alle attività di formazione ammissibili.
    In questo caso, però, le spese ammissibili, non possono eccedere il 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente”. In altre parole, non ci si può convertire in formatori a tempo pieno.

L’incentivo è concesso in misura differenziata in relazione alla dimensione dell’impresa beneficiaria:

Piccole imprese: il credito d’imposta viene attribuito nella misura del 50% delle spese ammissibili, fermo restando il limite massimo annuale di € 300.000

Medie imprese: il credito d’imposta spetta in misura pari al 40% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di € 300.000

Grandi imprese: il credito d’imposta è attribuito nel limite massimo annuale di € 200.000 e nella misura del 30%.

Modalità di Fruizione del Credito d’Imposta

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo n. 241 del 9  luglio 1997, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

L’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere il limite massimo, pena lo scarto del modello F24. Non si applicano i limiti di cui all’art. 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e quelli di cui all’art. 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

Cumulabilità

Il credito d’imposta è cumulabile con altre misure di aiuto aventi a oggetto le stesse spese ammissibili, nel rispetto delle intensità massime previste dal Reg. (UE) n. 651/2014.

 

Per tutti i dettagli e per ulteriori informazioni è possibile richiedere una consulenza gratuita compilando il form presente qui a lato.

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