News – RS Commercialisti https://www.rscommercialisti.it Studio di consulenza Tributaria, Societaria, Aziendale e Contabile Fri, 08 Mar 2019 14:35:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.1.1 Le Novità Fiscali di Marzo 2019 https://www.rscommercialisti.it/novita-fiscali-marzo-2019/ https://www.rscommercialisti.it/novita-fiscali-marzo-2019/#respond Wed, 06 Mar 2019 13:30:51 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=1284

Semplice e sintetico riepilogo delle novità fiscali del mese di Marzo, alcuni commenti relaivi ad argomenti di utilità generale e lo scadenziario degli adempimenti fiscali.

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Di seguito tutte le novità fiscali del mese di marzo.

Modalità applicative dei benefici in caso di assunzione di disabili

L’INAIL ha fornito indicazioni sulle modalità di fruizione dei benefici relativi all’assunzione di disabili introdotti dalla Legge di Bilancio 2019.

A carico dell’Istituto è previsto il rimborso del 60% della retribuzione corrisposta dal datore alla persona con disabilità da lavoro destinataria di un progetto di reinserimento volto alla conservazione del posto di lavoro che, alla cessazione dello stato di inabilità temporanea assoluta, non possa attendere al lavoro senza la realizzazione degli interventi individuati del predetto progetto, per un periodo non superiore ad un anno. Le retribuzioni rimborsabili sono esclusivamente quelle corrisposte per periodi lavorativi successivi al 1° gennaio 2019.

 

Assunzione di detenuti e internati: le istruzioni sui benefici

Sono fornite le istruzioni operative per la fruizione dei benefici contributivi a favore delle cooperative sociali e delle aziende pubbliche e private, che assumono persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno.

Lo sgravio dei contributi è del 95% dell’aliquota complessivamente dovuta, calcolata sulla retribuzione del lavoratore, mentre non trova applicazione sul contributo dello 0,30% per l’integrativo NASPI.

Le agevolazioni sono corrisposte sulla base dell’ordine cronologico di ricezione delle domande da parte dei datori di lavoro nei limiti delle risorse stanziate.

 

Lavoratori notturni e durata dell’orario

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito alcune precisazioni in ordine ai limiti dell’orario di lavoro dei lavoratori notturni. In particolare, viene chiarito che il parametro temporale da prendere a riferimento per calcolare la durata media dell’orario di lavoro notturno è la settimana lavorativa intesa come un periodo di 6 giorni.

 

Modalità di fruizione del bonus asilo nido

Le istanze di fruizione del bonus asilo nido possono essere presentate dal 28 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019, in via telematica o per mezzo dei patronati, allegando le ricevute della retta del primo mese di asilo nido, oppure, per chi usufruisce dell’assistenza domiciliare, il certificato rilasciato dal pediatra.

 

Istanza telematica di congedo per le vittime di violenza di genere

Le domande di congedo da parte delle donne vittime di violenza di genere vanno presentate in via telematica. Fino al 31 marzo 2019 sarà comunque ancora possibile presentare l’istanza in modalità cartacea.

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Credito d’Imposta per Attività di Ricerca & Sviluppo https://www.rscommercialisti.it/credito-dimposta-per-attivita-di-ricerca-sviluppo/ https://www.rscommercialisti.it/credito-dimposta-per-attivita-di-ricerca-sviluppo/#respond Thu, 14 Feb 2019 11:37:05 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=917

CREDITO DI IMPOSTA PER ATTIVITA’ DI RICERCA E SVILUPPO AI SENSI DEL COMMA 35 DELL’ARTICOLO 1
DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2014

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Finalità

Il piano portato avanti dalle misure della Legge di Bilancio 2017 rientra nel progetto di Industria 4.0, con il quale il Governo punta all’innovazione dell’industria italiana e allo sviluppo tecnologico delle attività produttive.

Beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile applicato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo e l’estensione del credito è confermata sino al 2020.

 

Sono ammesse le seguenti attività:

  1. a) Lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  2. b) Ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permette un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti e sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale ad eccezione dei prototipi di cui alla lettera c);
  3. c) Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernente nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purchè non siano destinati ad uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale ed il suo costo è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione convalida;
  4. d) Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Sono, pertanto, escluse dal perimetro dell’agevolazione le modifiche non significative di prodotti e di processi (a titolo esemplificativo, le modifiche stagionali, le modifiche di design di un prodotto, la mera sostituzione di un bene strumentale, i miglioramenti, qualitativi o quantitativi derivanti dall’utilizzo di sistemi di produzione che sono molto simili a quelli già usati).

Sono agevolabili, invece, le modifiche di processo o di prodotto che apportano cambiamenti o miglioramenti significativi delle linee e/o delle tecniche di produzione o dei prodotti (quali, ad esempio, la sperimentazione di una nuova linea

produttiva, la modifica delle caratteristiche tecniche e funzionali di un prodotto).

Ai fini della determinazione del credito di imposta sono ammissibili i costi di competenza del  periodo di imposta di riferimento direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo quali:

a) Costi relativi al personale altamente qualificato in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero in possesso di una laurea in discipline di ambito tecnico scientifico che sia:

  1. Dipendente dell’impresa impiegato nelle attività di R&S;
  2. In rapporto di collaborazione con l’impresa, compresi gli esercenti di arti e professioni, a condizione che svolga la propria attività presso le strutture della medesima impresa;

b) Quote di ammortamento relative alle spese di acquisizione o utilizzo di strumenti e attrezzature di laboratorio in relazione alla misura ed al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo nei limiti dell’importo ottenibile applicando i coefficienti di ammortamento in vigore e con un costo unitario maggiore o uguale a € 2.000 (al netto dell’IVA);

c) Spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati e con altre imprese, diverse da quelle che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;

d) Competenze tecniche e privative industriali relative ad un’invenzione industriale o biotecnologica a una topografia di prodotto a semiconduttori a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne (NOTA : la presente voce comprende anche i costi relativi al personale non laureato appartenente sia alla categoria degli impiegati che degli operai).

Il credito di imposta spetta fino ad un massimo annuale di €. 5.000.000 per ciascun beneficiario riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per in vestimenti in attività di R&S effettuata in ciascun periodo di imposta ammonti ad almeno 30.000,00 ed ecceda la media dei medesimi investimenti effettuati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Ferme restando le condizioni appena descritte il credito di imposta spetta nella misura del 50% della spesa incrementale relativa ai costi di cui alle lettere a) e c) del paragrafo precedente e nella misura del 25% della spesa incrementale di cui alle lettere b) e d) del precedente paragrafo.

Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativo al periodo di imposta nel corso del quale i costi sono stati sostenuti.

Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

Per accedere al credito d’imposta è necessario individuare la media dei costi del triennio precedente a quello in corso per i medesimi investimenti e rendicontare le spese dell’esercizio di interesse; tali attività implicano l’uso di procedure e competenze specifiche che richiedono l’intervento di un professionista esperto.

I costi rendicontati dovranno essere certificati da un soggetto preposto, un revisore dei conti o una società di revisione; i costi relativi a tale attività sono rendicontabili nel limite di € 5.000 annui.

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Le Novità Fiscali di Febbraio 2019 https://www.rscommercialisti.it/novita-fiscali-febbraio-2019/ https://www.rscommercialisti.it/novita-fiscali-febbraio-2019/#respond Thu, 14 Feb 2019 09:11:13 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=911

Semplice e sintetico riepilogo delle novità fiscali del mese di Fabbraio, alcuni commenti relaivi ad argomenti di utilità generale e lo scadenziario degli adempimenti fiscali.

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Di seguito tutte le novità fiscali del mese di febbraio.

È stato pubblicato il Decreto che modifica le modalità operative del “bonus cultura” per i 18enni residenti in Italia. In particolare:

  • i beneficiari (soggetti che hanno compiuto 18 anni nel 2018) devono registrarsi sulla piattaforma informatica dedicata (www.18app.italia.it) dal 7.1 al 30.6.2019 e possono utilizzare lo stesso fino al 31.12.2019;
  • a favore dei soggetti presso cui è possibile utilizzare il suddetto bonus è riconosciuto un credito di pari importo “incassabile” tramite l’emissione di una fattura elettronica.

È stato pubblicato il Decreto che stabilisce le nuove modalità di versamento dell’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche. In particolare ora è disposto che il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre è effettuato entro il giorno 20 del mese successivo.

A tal fine l’Agenzia delle Entrate rende noto l’ammontare dovuto con una specifica comunicazione nell’area riservata del proprio sito Internet. Il pagamento può essere effettuato con addebito diretto sul c/c bancario o postale ovvero con un mod. F24 precompilato.

È legittimo l’accertamento per il recupero dell’IVA qualora il prezzo di cessione di un bene risulti inferiore a quello di mercato. L’acquirente, al fine di evitare la responsabilità solidale con il cedente per l’IVA non corrisposta, può dimostrare la plausibilità del minor corrispettivo in quanto il prezzo è analogo a quello costantemente pattuito nelle precedenti transazioni con il medesimo cedente ovvero altri operatori praticano quel prezzo o prezzi simili.

Sono stati pubblicati gli elenchi per il 2019 dei soggetti interessati all’applicazione dello split payment. In particolare:

  • sono disponibili 6 elenchi (come per il 2018);
  • è possibile ricercare i soggetti interessati tramite il relativo codice fiscale.

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L’Imposta di Bollo delle Fatture Elettroniche https://www.rscommercialisti.it/imposta-bollo-fatture-elettroniche/ https://www.rscommercialisti.it/imposta-bollo-fatture-elettroniche/#respond Wed, 09 Jan 2019 10:57:06 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=874

Con un recente Decreto Ministeriale sono state riviste le modalità di versamento dell’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche. In particolare è ora disposto che il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre è effettuato entro il giorno 20 del mese successivo, con addebito diretto sul c/c bancario o postale oppure tramite F24 precompilato.

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In presenza di fatture “senza” IVA di importo  superiore a € 77,47 va assolta l’imposta di bollo di € 2.

Con il Decreto MInisteriale del 28.12.2018 sono state riviste le modalità di versamento dell’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche, che deve essere effettuato entro il giorno 20 del mese successivo, con addebito diretto sul c/c bancario o postale oppure tramite F24 precompilato.

Il pagamento dell’imposta relativa agli atti, ai documenti ed ai registri emessi o utilizzati durante l’anno avviene in un’unica soluzione entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun  trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo. A tal fine, l’Agenzia delle entrate rende noto l’ammontare dell’imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio, riportando l’informazione all’interno dell’area riservata del soggetto passivo I.V.A. presente sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Il pagamento dell’imposta può essere effettuato mediante il servizio presente nella predetta area riservata, con addebito su conto corrente bancario o postale, oppure utilizzando  il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate.

Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta ai sensi del presente decreto.

Come sopra accennato se l’imposta di bollo dovuta è relativa ad una fattura elettronica, la stessa può essere assolta esclusivamente con modalità virtuale.

Per gli atti / documenti / registri, infatti, il versamento dell’imposta di bollo va effettuato in base a quanto originariamente previsto dal DM 17.6.2014, ossia in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio (Informativa SEAC 12.4.2018, n. 116).
A seguito della nuova formulazione del comma 2 sopra riportata, il versamento dell’imposta di bollo dovuta per gli atti / documenti / registri emessi o utilizzati durante l’anno va effettuato con modalità diverse rispetto al versamento dell’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche.

Diversamente, con riferimento alle fatture elettroniche è ora disposto che l’imposta di bollo va versata:

  • per le fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare;
  • entro il giorno 20 del primo mese successivo.

Così, ad esempio, l’imposta di bollo dovuta per le fatture emesse nel primo trimestre 2019 dovrà essere versata entro il 20.4.2019 (differito al 23.4 in quanto il 20.4 cade di sabato ed il 22.4 è festivo).

Sulla base dei dati relativi alle fatture transitate per il SdI l’Agenzia provvede a comunicare, nell’area riservata del proprio sito Internet, l’ammontare dovuto.

Per quanto riguarda le modalità con le quali effettuare il versamento dell’importo dovuto il contribuente può scegliere di utilizzare:

  • lo specifico servizio messo a disposizione nell’area riservata del sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, con il quale è possibile l’addebito diretto sul c/c bancario o postale;
  • il F24 predisposto dalla stessa Agenzia.

È confermato che sulla fattura elettronica va apposta la dicitura “assolvimento virtuale dell’imposta ai sensi del DM 17.6.2014”. A tal fine, si rammenta che è necessario compilare il campo “Dati bollo” presente nella sezione “Dati generali” della fattura elettronica.

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Bonus Mobili ed Elettrodomestici https://www.rscommercialisti.it/bonus-mobili-elettrodomestici/ https://www.rscommercialisti.it/bonus-mobili-elettrodomestici/#respond Fri, 30 Nov 2018 15:00:57 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=861

La Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri prevede la proroga al 31 dicembre 2019 il bonus sull’agevolazione per le ristrutturazioni edilizie. Le agevolazioni consistono in una detrazione del 50% della spesa, che il contribuente si vedrà restituito in dieci quote annuali, ovvero con una rata ogni anno per dieci anni.

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Il principale presupposto per avere la detrazione è la realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali (guardiole, appartamento del portiere, lavatoi, ecc.).

Il principale presupposto per avere la detrazione è la realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali (guardiole, appartamento del portiere, lavatoi, ecc.).

Il bonus mobili viene riconosciuto soltanto quando la data di inizio della ristrutturazione precede l’acquisto dei beni.

Gli interventi edilizi che consentono di richiedere la detrazione sono quelli:

  • di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, effettuati sia sulle parti comuni di edificio residenziale sia sulle singole unità immobiliari residenziali
  • di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza
  • di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile.

Per usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, è inoltre indispensabile che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese.  La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative, dalla comunicazione preventiva all’Asl, quando la stessa è obbligatoria, da dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in relazione a lavori per i quali non sono necessari titoli abilitativi o comunicazioni.

Non è necessario, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione.

Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali, i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare le stesse. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano beni per arredare il proprio immobile.

La detrazione del 50% spetta per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019 per l’acquisto di:

  • mobili nuovi (tra questi, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione). È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo
  • grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Per gli elettrodomestici che ne sono sprovvisti, l’acquisto è agevolato solo se per essi non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano nei grandi  elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro (riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici).

Questo limite riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Per maggiori informazioni sul bando contatta uno dei nostri intermediari abilitati in materia di finanza agevolata.

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Bonus Ristrutturazione Edilizia e Riqualificazione Energetica degli edifici https://www.rscommercialisti.it/bonus-ristrutturazione-edilizia-riqualificazione-energetica-edifici/ https://www.rscommercialisti.it/bonus-ristrutturazione-edilizia-riqualificazione-energetica-edifici/#respond Thu, 15 Nov 2018 15:00:03 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=858

La Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri prevede la proroga al 31 dicembre 2019 il bonus sull’agevolazione per le ristrutturazioni edilizie. Le agevolazioni consistono in una detrazione del 50% della spesa, che il contribuente si vedrà restituito in dieci quote annuali, ovvero con una rata ogni anno per dieci anni.

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La Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri prevede la proroga, al 31 dicembre 2019, del bonus sull’agevolazione per le ristrutturazioni edilizie. Le agevolazioni consistono in una detrazione del 50% della spesa, che il contribuente si vedrà restituito in dieci quote annuali, ovvero con una rata ogni anno per dieci anni.

La legge di bilancio ha prorogato anche l’agevolazione riguardante alcuni interventi sul verde privato. La proroga varrà, anche in questo caso, per il 2019. E comporta una detrazione del 36% per interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato, come avviene nel caso di un giardino.

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i  contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato.

L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, il componente dell’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 64/E del 28 luglio 2016).

In questi casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile.

Nel caso di due comproprietari di un immobile, se la fattura e il bonifico sono intestati a uno solo di essi, ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non è stato indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile
  • esegue gli interventi a proprio carico
  • è stato registrato il compromesso.

Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.

L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche a chi esegue lavori in proprio sull’immobile ma soltanto per le spese sostenute per l’acquisto del materiale.

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti:

  • Interventi sugli immobili residenziali

È detraibile il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze (lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001).

  • Interventi sulle parti comuni degli edifici residenziali

È detraibile il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali (lett. a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Testo Unico dell’edilizia.

  • Interventi su immobili danneggiati da calamità

È detraibile il 50% delle spese effettuate per la ricostruzione o il ripristino degli immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza. In questo caso, non è necessario che i lavori rientrino in quelli elencati dalle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001.

  • Acquisto e costruzione di box e posti auto

L’agevolazione fiscale del 50% spetta anche per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune. Possono usufruire della detrazione d’imposta anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati. La detrazione non si calcola sul prezzo di vendita, ma spetta limitatamente alle spese sostenute per la sua realizzazione che devono essere dimostrate da apposita attestazione rilasciata dal venditore. Nel caso in cui la vendita sia preceduta dal compromesso, la detrazione spetta solo se il preliminare di acquisto è registrato e se da esso emerge il vincolo pertinenziale con l’edificio abitativo. Gli acconti eventualmente versati prima della registrazione dell’atto non possono usufruire della detrazione (Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n.

7/E del 13 gennaio 2011)

  • Eliminazione delle barriere architettoniche

È detraibile il 50% delle spese sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche attraverso l’installazione di ascensori e montacarichi e la realizzazione di lavori utili a facilitare la mobilità interna alle unità immobiliari e la comunicazione delle persone con disabilità gravi. Non sono agevolabili le spese per l’acquisto di strumenti (ad esempio telefoni vivavoce, tastiere espanse ecc.) ma solo

quelle per i lavori sugli immobili e gli interventi necessari all’installazione dei dispositivi.

  • Interventi per la prevenzione degli illeciti

Sono agevolabili gli interventi antintrusione finalizzati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi, come furti, aggressioni e sequestri. La detrazione può essere richiesta solo per le spese sostenute per gli interventi sugli immobili (ad esempio installazione di cancellate e recinzioni, grate sulle finestre, porte blindate, sistemi di allarme e videosorveglianza, vetri antisfondamento, casseforti, sostituzione di serrature). Non sono agevolabili i contratti stipulati con istituti di vigilanza.

Cablatura e riduzione dell’inquinamento acustico

È detraibile il 50% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.

Acquisto e installazione di impianti fotovoltaici

Possono accedere alla detrazione Irpef del 50% anche le spese per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici di potenza fino a 20 kw per la produzione di energia elettrica ad uso domestico. Per avere diritto all’agevolazione, l’impianto deve essere posto a servizio dell’abitazione. Non è necessario che l’installazione sia accompagnata da opere edilizie, ma è sufficiente che una idonea documentazione

attesti il conseguimento del risparmio energetico (Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).

Interventi anti-infortunio

Sono agevolabili al 50% le spese per la messa in sicurezza contro gli infortuni domestici. Non è sufficiente l’acquisto di strumenti dotati di dispositivi di sicurezza. Per ottenere la detrazione è necessario realizzare interventi sugli immobili o riparare gli impianti insicuri. Per fare un esempio, si può ottenere la detrazione per la sostituzione di tubi o altre parti di impianti, l’installazione di corrimano, vetri anti

infortunio e rilevatori di gas.

  • Acquisto di immobili ristrutturati

La detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro spetta anche per l’acquisto di fabbricati a uso abitativo ristrutturati.

L’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dalla fine dei lavori, che devono aver coinvolto l’intero edificio ed essere stati svolti da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie. L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve calcolare la detrazione, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di

assegnazione dell’abitazione. Se, ad esempio, si acquista un immobile al prezzo di 200.000 euro, la detrazione deve essere calcolata sul 25% di 200.000 euro, cioè su 50.000 euro. La detrazione fiscale sarà quindi pari al 50% di 50.000 euro, cioè a 25.000 euro.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio.

In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale (detrazione attualmente del 65%) prevista per i medesimi  interventi dalle disposizioni finalizzate al risparmio energetico.

Pertanto, nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale.

Per maggiori informazioni sul bando contatta uno dei nostri intermediari abilitati in materia di finanza agevolata.

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Bando Rinnova Veicoli https://www.rscommercialisti.it/bando-rinnova-veicoli/ https://www.rscommercialisti.it/bando-rinnova-veicoli/#respond Tue, 30 Oct 2018 12:45:13 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=853

L’intervento è finalizzato a incentivare le MPMI a demolire i veicoli commerciali di proprietà, benzina fino ad euro 1/I incluso e/o diesel fino ad Euro 4/IV incluso, con conseguente acquisto, anche nella forma del leasing finanziario, di un nuovo veicolo ad uso commerciale e industriale (di categoria N1 o N2) a basso impatto ambientale, ai fini del miglioramento delle emissioni in atmosfera e quindi della qualità dell’aria.

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L’intervento è finalizzato a incentivare le MPMI a demolire i veicoli commerciali di proprietà, benzina fino ad euro 1/I incluso e/o diesel fino ad Euro 4/IV incluso, con conseguente acquisto, anche nella forma del leasing finanziario, di un nuovo veicolo ad uso commerciale e industriale (di categoria N1 o N2) a basso impatto ambientale, ai fini del miglioramento delle emissioni in atmosfera e quindi della qualità dell’aria.

Le micro, piccole e medie imprese aventi sede operativa in Lombardia che demoliscono un veicolo di proprietà per il trasporto in conto proprio benzina fino ad euro 1/I incluso e/o diesel fino ad Euro 4/IV incluso e acquistano, anche nella forma del leasing finanziario, un veicolo N1 o N2, per il trasporto in conto proprio, elettrico puro, ibrido (benzina/elettrico solo Full Hybrid o Hybrid Plug In), metano esclusivo e GPL esclusivo, metano e GPL bifuel (benzina/metano e benzina/GPL).

Sono escluse dalla partecipazione al presente bando:

  • le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli facenti parte della sezione A: AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA della classificazione delle attività economiche ATECO 2007;

le imprese di trasporto conto terzi, secondo quanto previsto all’art. 3 del Regolamento UE 1407/2013, iscritti al relativo albo.

Sono ammissibili investimenti per l’acquisto di veicoli commerciali N1 o N2, utilizzati per il trasporto in conto proprio, elettrico puro, ibrido (benzina/elettrico solo Full Hybrid o Hybrid Plug In), metano esclusivo e GPL esclusivo, metano o GPL bifuel (benzina/metano e benzina/GPL), alle seguenti condizioni:

  • contestuale rottamazione di un veicolo commerciale (benzina fino a euro 1/I incluso e/o diesel fino ad Euro 4/IV incluso);
  • applicazione da parte del venditore di uno sconto di almeno il 12% sul prezzo di listino del modello base, al netto di eventuali allestimenti opzionali. Il prezzo di listino di riferimento è quello definito alla data del 2 agosto 2018.

E’ ammissibile anche l’acquisto tramite leasing finanziario purché il relativo contratto includa le seguenti condizioni:

  • obbligo delle parti di concretizzare il trasferimento della proprietà del veicolo locato a beneficio del soggetto utilizzatore, mediante il riscatto, alla fine della locazione;
  •  il maxi canone di anticipo sia di importo almeno pari all’ammontare del contributo richiesto. Non è ammissibile l’acquisto tramite noleggio.

Ciascuna impresa può presentare fino a due domande di contributo a valere sulla presente misura (a fronte di due veicoli commerciali rottamati di proprietà dell’impresa stessa).

I veicoli acquistati devono essere immatricolati per la prima volta in Italia. La data di acquisto, rilevabile dalla fattura, e la data di immatricolazione devono essere successive alla data di richiesta di contributo di cui al presente Bando.

L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto proporzionale alla massa/peso del veicolo e limitatamente alla gamma di veicoli N1 ed N2 (gli N3 -sopra le 12t- sono esclusi).

Il contributo è concesso con procedura valutativa “a sportello” con prenotazione delle risorse (dalle ore 14.30 del 16 ottobre 2018 alle ore 16.00 del 10 ottobre 2019), salvo chiusura anticipata in caso di esaurimento dei fondi, in finestre temporali di 30 giorni, secondo l’ordine cronologico di invio telematico della richiesta e con graduatorie da adottare nei successivi 60 giorni dalla chiusura di ciascuna finestra temporale. Il procedimento di valutazione si compone di una fase di verifica di ammissibilità formale e una fase di valutazione tecnica.

Per maggiori informazioni sul bando contatta uno dei nostri intermediari abilitati in materia di finanza agevolata.

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Invitalia – Sostegno alle startup innovative SMART & START https://www.rscommercialisti.it/invitalia-sostegno-startup-innovative/ https://www.rscommercialisti.it/invitalia-sostegno-startup-innovative/#respond Sun, 16 Sep 2018 15:15:24 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=829

Sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico per stimolare una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, per valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica e per incoraggiare il rientro dei “cervelli” dall’estero.

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Sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico per stimolare una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, per valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica e per incoraggiare il rientro dei “cervelli” dall’estero.

Startup innovative di piccola dimensione già iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese.

Per start-up innovative si intendono le imprese che rispondono a precisi requisiti di legge tra cui:

– società di capitali costituite da non più di 48 mesi;

– Che offrono prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

– con valore della produzione fino a 5 milioni di euro .

Team di persone che intendono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero o di nazionalità straniera.

Produzione di beni ed erogazione di servizi, che:

– si caratterizzano per il forte contenuto tecnologico e innovativo e/o

– si qualificano come prodotti  servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale e/o

– si basano sulla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata (spin off da ricerca).

N.B. Sono escluse le attività di produzione primaria dei prodotti agricoli.

Progetti che prevedono programmi di spesa, di importo compreso tra 100 mila e 1,5 milioni di euro, per beni di investimento e/o per costi di gestione.

Tra le principali voci di spesa ammissibili:

per gli investimenti:

– impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche;

-componenti HW e SW; brevetti, licenze, knowhow;

– consulenze specialistiche tecnologiche;

per la gestione:

– personale dipendente e collaboratori;

– licenze e diritti per titoli di proprietà industriale;

– servizi di accelerazione;

– canoni di leasing;

– interessi su finanziamenti esterni.

Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro i 2 anni successivi alla stipula del contratto di finanziamento.

Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni concesse al soggetto beneficiario, anche a titolo di de minimis, fatta salva la garanzia rilasciata dal Fondo di garanzia per le PMI.

Finanziamento agevolato senza interessi

Quota a fondo perduto per le startup in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel territorio del Cratere Sismico Aquilano che restituiscono solo l’80% del mutuo agevolato ricevuto.

Le startup costituite da meno di 12 mesi beneficiano anche di servizi di tutoring tecnico-gestionale, finalizzati a sostenere la fase di avvio.

Fino all’80% delle spese (mutuo massimo 1.200.000 euro), nel caso in cui la startup abbia una compagine interamente costituita da giovani e/o donne o abbia tra i soci un dottore di ricerca che rientra dall’estero. Fino al 70% (mutuo massimo 1.050.000 euro) negli altri casi.

Per maggiori informazioni sul bando contatta uno dei nostri intermediari abilitati in materia di finanza agevolata.

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Incentivi per la Formazione nel settore dell’autotrasporto https://www.rscommercialisti.it/incentivi-formazione-autotrasporto/ https://www.rscommercialisti.it/incentivi-formazione-autotrasporto/#respond Mon, 03 Sep 2018 14:15:14 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=821

L'intervento, con una dotazione di € 236.181.685, è rivolto alle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, i cui titolari, soci, amministratori, nonché dipendenti o addetti inquadrati nel Contratto collettivo nazionale logistica, trasporto e spedizioni, che partecipano ad iniziative di formazione o aggiornamento professionale volte all'acquisizione di competenze adeguate alla gestione d'impresa, alle nuove tecnologie, allo sviluppo della competitività ed all'innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro.

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L’intervento, con una dotazione di € 236.181.685, è rivolto alle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, i cui titolari, soci, amministratori, nonché dipendenti o addetti inquadrati nel Contratto collettivo nazionale logistica, trasporto e spedizioni, che  partecipano ad iniziative di formazione o aggiornamento professionale volte all’acquisizione di competenze adeguate alla gestione d’impresa, alle nuove tecnologie, allo sviluppo della competitività ed all’innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro.

Le domande di accesso alle agevolazioni possono essere presentate da:

  1. imprese di autotrasporto di merci per conto di terziaventi sede principale o secondaria in Italia, regolarmente iscritte al Registro elettronico nazionale istituito dal regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 e le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi che esercitano la professione esclusivamente con veicoli di massa complessiva fino a 1,5 tonnellate, regolarmente iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi;
  2. strutture societarie regolarmente iscritte nella sezione speciale del predetto Albo ai sensi del comma 5-bis dell’art. 1 del decreto-legge 6 febbraio 1987, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1987, n. 132, risultanti dall’aggregazione delle imprese di cui al precedente punto a), costituite a norma del libro V titolo VI, capo I, o del libro V, titolo X, capo II, sezioni II e I-bis,  del codice civile, limitatamente alle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi regolarmente iscritte nella citata sezione speciale dell’Albo.

Ogni impresa richiedente, anche se associata ad un consorzio o a una cooperativa, può presentare una sola domanda di accesso al contributo. In caso di presentazione di più domande sarà presa in considerazione solo la domanda presentata per prima.

Le iniziative possono essere realizzate attraverso piani formativi aziendali, oppure interaziendali, territoriali o strutturati per filiere; in tali casi, al momento della presentazione della domanda, è necessario specificare la volontà di tutte le imprese coinvolte di partecipare al medesimo piano formativo, nonchè l’articolazione interaziendale, territoriale o per filiera del progetto da realizzare.

Indipendentemente dal piano formativo proposto, possono essere oggetto di finanziamento esclusivamente le attività di formazione dirette ai destinatari che possiedano i requisiti richiesti.

Ai fini del finanziamento, l’attività formativa deve essere avviata a partire dal 4 dicembre 2018 e deve avere termine entro il 3 giugno 2019.

Dalle iniziative sopra citate sono esclusi i corsi di formazione:

finalizzati all’accesso alla professione di autotrasportatore e all’acquisizione o al rinnovo di titoli richiesti obbligatoriamente per l’esercizio di una determinata attività di autotrasporto per conformarsi alla normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione.

Il contributo massimo erogabile per l’attività formativa è fissato secondo le seguenti soglie:

  • euro 15.000 per le microimprese (che occupano meno di 10 persone);
  • euro 50.000 per le piccole imprese (che occupano meno di 50 persone);
  • euro 130.000 per le medie imprese (che occupano meno di 250 persone);
  • euro 200.000 per le grandi imprese (che occupano un numero pari o superiore a 250 unità).

I raggruppamenti di imprese potranno ottenere un contributo pari alla somma dei contributi massimi riconoscibili alle imprese, associate al raggruppamento, che partecipano al piano formativo con un tetto massimo di euro 800.000.

Per la determinazione del contributo si terrà altresì conto dei seguenti massimali:

  1. a) ore di formazione: 24 per ciascun partecipante con qualifica di autista e 40 per gli altri dipendenti;
  2. b) compenso della docenza in aula: centoventi euro per ogni ora;
  3. c) compenso dei tutor: trenta euro per ogni ora;
  4. d) servizi di consulenza a qualsiasi titolo prestati: 20 per cento del totale dei costi ammissibili.

Fermi restando i suddetti massimali, le spese complessive inerenti l’attività didattica di cui a: personale docente, tutor, spese di trasferta, materiali e forniture con attinenza al progetto, ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota parte da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione e costo dei servizi di consulenza, dovranno essere pari o superiori al 50% di tutti i costi ammissibili.

Relativamente ad ogni progetto formativo, la formazione a distanza non potrà superare il 20% del totale delle ore di formazione. Qualora nel progetto formativo sia presente attività di formazione a distanza sarà obbligatorio fornire, all’atto della presentazione della domanda, idonee informazioni al fine di consentire eventuali controlli in itinere sullo svolgimento di tali corsi.

L’erogazione del contributo per le iniziative formative avverrà al termine della realizzazione del progetto formativo, che dovrà essere completato entro il termine perentorio del 3 giugno 2019.

Le  domande di contributo devono essere presentate,  a partire dal 25 settembre 2018 ed entro il termine perentorio del  29 ottobre 2018, in via telematica, sottoscritte con firma digitale dal rappresentante legale dell’impresa, del consorzio o della cooperativa richiedente, seguendo le specifiche modalità che saranno pubblicate, a partire dall’11 settembre 2018, sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella sezione Autotrasporto merci.

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QuIR: cessazione obbligo di erogazione da luglio https://www.rscommercialisti.it/quir-cessazione-obbligo-erogazione-da-luglio/ https://www.rscommercialisti.it/quir-cessazione-obbligo-erogazione-da-luglio/#respond Wed, 18 Jul 2018 09:47:12 +0000 https://www.rscommercialisti.it/?p=805

A decorrere da luglio 2018, i datori di lavoro non saranno più tenuti a erogare in busta paga la quota maturanda del Tfr come quota integrativa della retribuzione (QuIR) per i dipendenti che ne abbiano fatto richiesta.

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La legge di stabilità 2015 (legge n.190 del 23 dicembre 2014), all’articolo 1, comma 26 e seguenti, ha previsto, per i lavoratori dipendenti del settore privato (ad eccezione dei lavoratori domestici e di quelli del settore agricolo) con un rapporto in essere da almeno sei mesi, di poter richiedere al datore di lavoro (in via sperimentale) la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto (TFR), di cui alla legge n.207/1982, sotto forma di integrazione della retribuzione mensile.

L’integrazione richiesta viene liquidata mensilmente dal datore di lavoro in forma diretta, come parte integrativa della retribuzione (Qu.I.R.).

I datori di lavoro con meno di cinquanta addetti e non tenuti all’obbligo di versamento al fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile possono accedere a un finanziamento assistito da garanzia. Detta garanzia è rilasciata da uno specifico fondo appositamente costituito presso l’INPS e, in ultima istanza, dallo Stato.

La misura era stata adottata dal legislatore in via sperimentale e in relazione ai pagamenti decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno  2018; non essendo stato adottato dal legislatore alcun provvedimento di proroga o reiterazione delle disposizioni normative sopra richiamate, a decorrere dal periodo di paga luglio 2018 i datori di lavoro non sono più tenuti ad erogare in busta paga la quota maturanda di trattamento di fine rapporto per i dipendenti che ne abbiano fatto richiesta.

Pertanto, i datori di lavoro interessati, dalle denunce di competenza luglio 2018, non saranno più tenuti all’assolvimento degli obblighi informativi e contributivi di cui alla circolare n. 82/2015, la quale forniva istruzioni sulla materia e illustrava le modalità operative.

Tuttavia, i datori di lavoro che abbiano avuto accesso al finanziamento della Qu.I.R. dovranno continuare a valorizzare l’elemento <QUIRFinLiquidata> – che contiene le informazioni riferite alla Qu.I.R. liquidata in busta paga attraverso il ricorso al finanziamento assistito da garanzia (cfr. paragrafo 8 della circolare n. 82/2015) – fino alla liquidazione in busta paga della quota di TFR maturata nel periodo di paga giugno 2018, ossia fino alle denunce Uniemens di competenza settembre 2018.

Venuto meno l’obbligo di erogazione della quota di trattamento di fine rapporto in busta paga, dalle denunce di competenza luglio 2018, i datori di lavoro interessati – in funzione degli obblighi di legge in materia di TFR e delle scelte operate dai lavoratori in ordine alla sua destinazione – dovranno procedere al ripristino dell’assetto previgente all’entrata in vigore dell’articolo 1, comma 26 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, adeguando i relativi obblighi informativi e finanziari:

  1. accantonamento in azienda;
  2. versamento al Fondo di tesoreria;
  3. versamento alla forma pensionistica complementare di destinazione.

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